La resilienza del contadino

La resilienza del contadino

Siamo all’inizio della primavera secondo l’equinozio ma qui sembra che siamo tornati indietro. Dopo circa un mese e mezzo di bel tempo e senza piogge, cade acqua dal cielo da giorni ed è tornato il freddo. Ecco la resilienza del contadino. Avevo programmato dei lavori che purtroppo ho dovuto sospendere. Tuttavia, approfitto di queste piogge per estirpare delle infestanti a mano con tutte le radici, come le piante di senape capaci farsi alte due metri e soffocare le coltivazioni che mi interessano. Qui sotto potete vedere lungo le file tanti fiorellini gialli. Proprio quelle sono piante di senape che nella foto seguente potete vedere buttate nell’interfila.

Nel frattempo ho dato uno sguardo alle fave e ai piselli. Sono spuntati i fiori alle fave mentre ancora i piselli sono un po’ dormienti. Penso che tra la fine di aprile e gli inizi di maggio comincerò con la raccolta.

Dinamismo e capacità di reagire

Purtroppo in questo lavoro bisogna avere tanta pazienza e spesso bisogna far fronte alle avversità del caso. Siano esse le condizioni meteo, attrezzi fuori uso, condizioni del terreno, animali e insetti che rovinano le colture, il contadino deve trovare il modo di porre rimedio. Ogni giorno è una lotta al pari di quella di un qualsiasi imprenditore, se non di più. Da questo si misura la vera forza del contadino, dalla sua resilienza.

Approfittando del terreno morbido, ho trapiantato in vaso anche dei mandorli sbucati fuori dal terreno che qualche ghiandaia avrà involontariamente seminato, un paio di piante di rosmarino che stavano attecchendo nel punto sbagliato e delle profumatissime e graziosissime piante di camomilla nate spontaneamente nel terreno. Come vedete il tempo non è mai perso in campagna e c’è sempre da fare.

Aforisma

Vi lascio per questa sera con una citazione di un famoso scrittore, il quale ha cesellato con precisione l’indole dell’agricoltore e quanto gli altri possano apprendere dal suo stile di vita per rallentare i ritmi frenetici di oggigiorno. Ci voleva questa pandemia come terapia d’urto visto lo stress a tutti i livelli, dagli adulti ai bambini, e in tutti i settori dell’economia? La corsa frenetica non ha portato da nessuna parte se non sbattere dritti contro un muro fatto di egoismo e avidità.

Impara dall’agricoltore ad avere pazienza, a lavorare duramente a rispettare le stagioni, e a non bestemmiare contro i temporali, perché sarebbe soltanto una perdita di tempo.
Paulo Coelho

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